“Umano, ancora troppo umano.” La società in cui viviamo è la parodia di una vera società.

“Umano troppo umano.” Queste parole di una canzone degli ACDC mi ritornano in mente ogni volta che mi fermo a pensare…ecco: mi fermo a pensare. Che cosa strana: oggi. Fermarsi e pensare e, poi, ragionare e, quindi, capire; e persino, (perché no?) comprendere; questo, però, soltanto se siamo di buon umore.

E, dunque, comprendo che la confusione indotta nella mente singola e nella mente collettiva di un popolo è una di quelle strategie che funzionano da sempre e, possiamo aggiungere, sempre meglio, via via che si affinano le tecniche del neuromarketing e delle diversissime terapie ipnotiche con cui esercitare il controllo della società.

Quali sono le armi migliori in dotazione a questi nemici dell’uomo libero? Le solite: Paura e Ignoranza.  Eppure, ormai, pare che anche la storia non abbia più il tempo per insegnarci qualcosa. Anche la storia che i becchini di regime avevano dichiarato morta come tutto il resto (dio, il romanzo, il rock and roll), anche la storia è viva e va di corsa, sempre più veloce, sempre più stressata, e precipita verso la fine di questo suo ciclo oscuro. Eppure i maestri della confusione non hanno dimenticato la lezione del buon Pavlov, ma l’hanno affinata e resa più performante.

Loro lavorano sulla struttura mentale dell’individuo, perché questa è la cellula che formerà l’intelligenza dell’alveare, e dalla scuola fino all’università (per ventanni!) le impediscono di generarsi e ri-generarsi in modalità davvero indipendenti. Le eccezioni vengono punite con severità esemplare ed emarginate in maniera definitiva.

Da ciò l’impossibilità di riconoscere la paura come tale e l’imparare a governarla.

Da ciò l’impossibilità di riconoscere l’ignoranza come tale e l’imparare a governarla.

Per questo non si riconoscono più le parole e alle stesse si da un significato diverso moltiplicando la confusione.

E così: un vigliacco sembrerà un uomo di buon senso, un servo sembrerà un rappresentante del popolo, un mentitore sembrerà un uomo di cultura, un dittatore sembrerà il paladino della democrazia, un demente sembrerà un artista. In una tristissima parodia che non smette di peggiorarsi.

La mente è il motore ed ha cilindrate diverse che possono essere modificate, sebbene la legislazione vigente sia attenta a considerare illegale ogni modifica apportata al motore per potenziarne le prestazioni.

La cultura e la controcultura ne sono i carburanti.

L’arte è l’automobile, la sua carrozzeria, la sua aerodinamica, il suo design, ma anche le sue ruote ed i suoi pneumatici, i soli capaci di farla camminare attraverso i secoli.

Quanti motori fermi perché senza benzina.

Quanti depositi di carburante inutilizzati.

Quanti motori senza veicolo o senza carburante.

Quante carrozzerie arrugginite usate come pollai.

“Highway to Hell” Cantava Nietzsche.

 

Augusto Scano

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