Espressività vs tecnologia. Limitare la comunicazione attraverso internet?

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano. (Paulo Coelho)

Proviamo il ‘Hi-fi’

La comunicazione è alla base di una società, senza di essa non potremmo esistere e l’uomo come gli animali non potrebbero interagire tra di loro. La cosa che differenzia l’uomo è l’evolversi del modo di comunicare con i suoi simili e quello che stupisce è che si é evoluta fino quasi a diventare silenziosa, priva di espressioni naturali, di tono della voce, di una risata che sia finta o vera, di uno sguardo.. Tutto quello che arricchisce la condivisione di emozioni e pensieri.. Oggi sono le cosiddette ‘emoticon’, su qualsiasi dispositivo tecnologico, a sostituire quella che si dice ‘comunicazione non verbale’.. Da un lato si, sono molto comode e dirette.. ma spesso non ci causa problemi di fraintendimento? Pensateci bene, quante volte dopo aver inviato un messaggio avete detto ‘ no in realtà quello volevo dire..’’ Quindi è spesso complicato esprimersi come invece risulta più naturale con la voce o direttamente faccia a faccia. Ovviamente la comunicazione moderna delle ‘chat’ ci ha anche velocizzato per poter dire qualcosa immediatamente se distanti ma rimane comunque priva di quello che è proprio del nostro essere, l’ emotività. Tutto è più nascosto, l’atteggiamento di una persona mentre parla o ascolta, elementi fondamentali per poter capire con chi si a che fare, questo perché ormai con internet si possono davvero tenere intere discussioni o discorsi e non solo mandare messaggi standard di avviso come si faceva con i vecchi sms alla nascita dei primi cellulari.. Ormai le chat siamo noi.. Ci siamo fusi con qualcosa di completamente artificiale e quindi contro la nostra natura autentica che ha iniziato a tramandarci la storia oralmente..

Su alcuni aspetti la comunicazione via internet è ormai indispensabile e ovviamente ha aiutato ad affrontare molti problemi creando maggiori progressi allo sviluppo di tutto il mondo ma quello che bisognerebbe fare forse, è accorgersi di quando queste parole virtuali siano davvero necessarie e quando, magari ben volentieri, si possano trasformare in una lunga chiacchierata al telefono o ancora meglio un uscita a quattro occhi, che sia con un parente un amico o addirittura una persona nuova che non si potrà mai conoscere bene se non nel osservazione degli occhi cosiddetti ‘specchio dell’anima’ !

Idea che potrebbe aiutare a ritrovare un po’ di comunicazione reale sarebbe creare dei luoghi o spazi sia al chiuso che all’aperto dove poter offrire anziché un ‘Wi-fi’ un ‘Hi-fi’gratuito! Una linea veloce e istantanea da cui cominciare con una stretta di mano anziché con una password.. Potrebbe risolvere molti compresi in modo sbagliato e far ritrovare alle persone il senso del noi esistiamo davvero e non siamo solo ricordati con un nickname. A volte ci si sente più sicuri ad affrontare certi discorsi dall’ altra parte dello schermo.. Ma quel’ sta scrivendo..’ potrebbe essere un ‘sto ascoltando’.. Ritrovare le sensazioni, il sentimento che ci suscitano il condividere o accogliere informazioni.. Il pArlare ci farà anche sentire meno soli è più compresi.. Accettare il diverso e conoscere.. Sembra così banale ma nelle relazioni di qualsiasi tipo, bisogna comunicare, in senso di trasmettere in modo chiaro e personale quello che poi arriverà agli altri.. Un messaggio sbagliato può compromettere la comunicazione ma una parola detta a voce può sempre chiarire la situazione, renderci più sinceri e meno omologati..

Si può  affrontare qualunque conversazione  in modo diretto ed efficace per capire noi stessi e cosa ci circonda.. Un modo per alimentare anche la fiducia ossia il credere a certe parole o meno..

Insomma  il messaggio che volevo condividere con voi è non lasciare che questa tecnologia per quanto utile, si impossessi della vostra originalità di pensiero ed gestualità;  le nuove generazioni ormai nascono con questo esempio di comunicazione che viene percepito come normalità  ma l’uomo rimarrà sempre un individuo che necessità di esprimere se stesso nella forma più naturale e sensibile che possiede… L’espressività .

Giulia Siri

Professionismo

Il professionismo è uno standard di competenza e di applicazione del proprio know how tale da rendere il lavoro e l’opera sempre e irrimediabilmente funzionali. Non importa le condizioni avverse che possono presentarsi, un professionista ha una tale conoscenza dei vari risvolti da notare qualsiasi fattore inappropriato e risolverlo senza esitazione per tempo.

Ma come lo si riconosce un professionista a cui ci si accinge ad affidare un lavoro?

Solitamente la cosa che sembra più funzionale è il passa parola. Ci si rivolge ad un conoscente e questo ci fornisce una persona che ha lavorato per lui o qualcuno che ha sentito dire che è bravo. Può funzionare ma può anche non funzionare. Una volta nonostante il mio lavoro fosse impeccabile, un cliente si irritò molto per avergli fornito il numero di un conoscente che era stato poco professionale e anche molto costoso dal suo punto di vista.

Le pagine gialle o internet potrebbero venirci incontro ma non ci permettono di riconoscere un professionista. Esiste un modo che io ho trovato efficace e che potrebbe darci la possibilità di riconoscere un professionista.

Il primo punto riguarda la capacità di trovare soluzioni a problematiche che voi, in qualità di cliente gli presentate. Se lui è un vero professionista non presenterà proteste o atteggiamenti accigliati. Se è un vero professionista e il lavoro non è di sua competenza lo dirà senza compromessi, ma se lo riguarda sarà rilassato.

Il test più affidabile per poter riconoscere un professionista è comunque quello che segue:

è in grado di farci capire la situazione e la soluzione con un linguaggio umano o si nasconde dietro una nomenclatura inappropriata e non chiara?

Il genuino ha una conoscenza ottima del soggetto è ed in grado di spiegarcelo con parole semplici avendo capito le varie parti del soggetto e potendo pensare con esso in termini di soluzioni; il fittizio probabilmente non ha mai chiarito abbastanza bene le parole che lui usa in modo da comprenderle e poterle spiegare, figuriamoci usare i concetti ad esse collegati.

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È’ più di un anno che l’economia degli Stati Uniti sta riprendendosi. A meno di catastrofiche iniziative politiche della comunità legislativa (ma devono essere proprio bravi) anche il nostro paese verrà investito da questa ripresa. C’è un punto di saturazione anche per la crisi. E circondandosi di professionisti e di persone attendibili nel loro lavoro, con un po’ di ottimismo (evitando di guardare la tivù spazzatura che vive delle cattive notizie), prevedo che a breve avremo una ripresa forse anche significativa. Già in altri paesi della comunità europea la crisi non è più di moda e in altri paesi come la Turchia c’è addirittura un periodo di grande attività. Per poter avere una corretta valutazione consiglio a chiunque di affacciarsi nel mondo del lavoro fuori dall’Italia e trarre le proprie valutazioni se quello che scrivo è vero o no. Rimane comunque vero che sia in caso di ripresa, che in caso di mancanza di ripresa, investire sulla propria professionalità o valutare quella dei propri fornitori è nel lungo termine un soggetto di guadagno.

Il peggior nemico in questo periodo di crisi è l’idea che per ridurre i costi si devono abbassare gli standard produttivi, andando incontro ad un sicuro suicidio aziendale. Le uniche persone che io ho potuto notare fuori dal vortice della crisi sono stati quegli imprenditori che, indipendentemente dalla loro grandezza, ricchezza o altro, avevano un livello di competenza e di standard molto alto.

Donato Salvia

Toro: la Terra della Bellezza

Oggi 20 aprile alle ore 11, 42 il Sole entrerà nel Segno del Toro. E’ il momento del trionfo della natura che generosamente ci offre la piena fioritura, un tripudio di colori e profumi che esaltano i sensi e la vista: la Bellezza del creato si rivela in tutto il suo splendore e apre il cuore ad un senso di gratitudine e di contemplazione.

Saper riconoscere l’armonia di questo processo naturale che partendo dalla forza propulsiva dell’inizio della Primavera (Ariete) la porta ora a pieno compimento, tra fragranza e mille colori variopinti, è una profonda indicazione simbolica e psicologica per il cammino dell’uomo. L’intenzione al bello diventa la capacità di dare maggior ritmo e armonia alla nostra vita quotidiana, di valorizzarla, aprendosi a tutto tondo a nuove ispirazioni e a un dinamico rinnovare mete e obiettivi, con la certezza di giungere a un respiro più ampio e a una rinnovata naturalezza. Il piacere del contatto con la natura resa esuberante restituisce un sentimento di semplicità e stupore nello stesso tempo: l’apprezzamento della Terra in cui viviamo e del suo costante donare, anno dopo anno, con inesauribile forza e generosità.

Il Toro come la forza della natura che s’impone con l’evidenza della  bellezza: così raccogliamo l’invito a parteciparne pienamente, ad essere colore, ad essere profumo, attivando una qualità, migliorando un contesto o una situazione, con gioia e coraggio assieme.

Rallegrarsi e rallegrare, fluire e danzare nella vita, contemplare e proporre bellezza, in una sorta di ebbrezza rigenerante che metta in contatto profondo con le proprie radici esistenziali, bisogni e desideri, per riconoscerli e liberarli alla luce di queste giornate ricche di sole; e come il sole, saper dare calore e speranza, con fiducia rinnovata, senza avarizia né timore, affinché anche l’uomo viva in prima persona e possa donare Armonia. “Come in alto così in basso” recita un antico motto esoterico: il Cielo in Terra, la Radianza del Sole nell’Umanità.

Celebrare la natura per celebrare la creazione, rispondendo in perfetta affinità!

Il Toro, infine, come Valore della Vita che va costantemente ricercato e raffinato, dedicato all’evoluzione della coscienza, alla capacità di superare e migliorare, elevare e trasfigurare: dall’oro della materia all’oro dello Spirito, dalla Bellezza all’Arte, al Sublime. Arte di vivere legata alla visione del futuro.

Luigi Benedetto Mattei

L’etica e l’azienda

Per qualche tempo si è sentito parlare dell’etica, della trasparenza, dell’onestà. Non sono sicuro che chi ne parlasse si riferisse ai concetti che io conosco. Forse erano termini di marketing.

La cosa che però maggiormente mi preoccupa è che questi termini non solo sono abusati, ma forse sono malcompresi nella loro fondamentale definizione. Se per trasparente ti metto di fronte alle clausole del nostro contratto di leasing, ma questo è fraudolento nei dettagli ben spiegati, la trasparenza diventa solo un inghippo legale da aggirare. Se il poliziotto si nasconde dietro una curva con autovelox in strade dove andare a 50 all’ora è impossibile, fallisce di fermarti a causa di “problemi alla viabilità” e ti fa arrivare a casa una multa che ingrassa le casse del comune per il quale lavora, allora l’onestà si è persa da tempo, anche se legalmente l’operato è inattaccabile. Se un installatore ti promette una qualità eccelsa e poi specula sulla qualità dei materiali perché “così fan tutti” poco ci azzecca con l’etica.  Ma cosa hanno in comune tutti questi personaggi ? Cosa hanno perso tutti coloro che violano continuamente l’etica, il buon senso e l’onestà ma si mantengono su una stretta striscia di “legalità”?

Queste persone hanno perso il futuro e hanno perso di vista lo scopo.

Un cliente fregato lo può essere per un massimo due volte. Poi lo si perde. E se mi attacco al misero concetto di “intanto oggi lavoro” ho perso il mio futuro. L’autista che riceve la multa non guiderà con prudenza la prossima volta, ma con scaltrezza per non prendere le multe, non per evitare incidenti. A tutti gli effetti il vigile, il suo comandante e forse anche il sindaco hanno dimenticato che il corpo dei vigili serve a guidare la viabilità, non per spremere i suoi soldi e sistemare le casse del comune. Sicuramente quel comune avrà un aumento nelle casse a causa delle multe, ma contemporaneamente avrà anche un aumento delle cause per incidenti causati per incuria nelle strade. Pochi sanno che i soldi delle multe dovrebbero essere investiti per migliorare la viabilità. Quel comune sta dirigendosi verso la bancarotta e i suoi vigili, un tempo forse fieri della divisa che indossavano, ora sono antagonisti alla comunità che dovrebbero proteggere. Perdita di futuro e perdita di scopo.

Esiste l’etica nelle aziende e nelle attività e questa dovrebbe essere capita come valore patrimoniale. L’etica avendo a che fare con il futuro e con il benessere non immediato ma a lungo termine, diventa un fattore patrimoniale che dà il proprio apporto all’azienda e alla sua prosperità nel tempo. Il guadagno immediato, fraudolento o la furbata, alla lunga non hanno mai portato giovamento. Lo vediamo anche nel calcio. È molto più difficile lavorare sui giovani e sui così detti vivai perché devi lavorare in visione del futuro, prendere il tredicenne e lavorarci per almeno cinque- sette anni per avere un ritorno. Ma se lavori per il futuro della società come ha fatto la Germania ti ritrovi campione e con i conti della maggior parte delle società a posto.

Oggi è molto fuori moda, ma l’Etica è un patrimonio aziendale. E riportare questo concetto dalle scuole alle aziende, dagli stage alla politica potrebbe essere un salto qualitativo importante per tutti.

Donato Salvia

Ariete: il Fuoco del rinnovamento

Il giorno 20 Marzo alle 23:46 il Sole entra nel Segno dell’Ariete.

Astronomicamente è il momento dell’Equinozio di Primavera, che si lascia l’inverno alle spalle e segna il ciclico rinnovamento della natura.

E’ il magico momento delle gemme in boccio e delle prime fioriture, promessa di abbondante rigoglio della natura che culminerà nelle rose di maggio, con il profumo e la fragranza della bellezza nel successivo Segno del Toro.

Il ‘potere del fiorire’ dunque, che a livello simbolico e psicologico diventa per l’uomo una forte determinazione a rinnovare qualcosa della propria vita, a elaborare progetti e strategie di miglioramento; ad osare di più pervasi di quell’entusiasmo e ottimismo  che sono i doni dell’Ariete. L’Elemento che lo caratterizza, non a caso, è il Fuoco, con la sua forza propulsiva, slancio e baldanza.

L’Ariete dà l’avvio al moto perfetto dell’intera Ruota dello Zodiaco: lo potremmo considerare “il Capodanno astrologico”, dà l’impulso, la motivazione e l’energia necessarie ad iniziare quel percorso in 12 tappe che di Segno in Segno offrirà all’uomo 12 qualità solari per il suo benessere e la sua evoluzione.

Ma ci vuole Intensità, l’accendersi a un’idea nuova, a un ideale, a qualcosa che ci restituisca lo stupore e il coraggio di vedere la nostra vita con altri occhi e prospettive, come tornare per un attimo più giovani, per ritrovare la carica e il piacere di un’aspettativa, un sogno da realizzare, accantonato e appesantito dai mille impegni, e a volte dalla routine, della vita quotidiana.

Il fuoco brucia le scorie di ciò che è diventato liso e obsoleto, per poi infiammarsi di creatività, irradiando calore e luce dappertutto.

Nell’antichità  ‘la testa d’ariete’ veniva utilizzata per sfondare le mura o abbattere le porte di massicce fortezze e fiaccarne le difese, aprendo delle brecce: attualizziamo il simbolo e usiamo la forza del desiderio e della volontà per uscire dalle nostre resistenze e pigrizie, pronti a fiorire con più spontaneità e naturalezza, per riscoprire il piacere e la gioia di vivere di ora in ora e di giorno in giorno, avanzando con audacia e determinazione, mettendoci in gioco: sfidiamoci a dare e ad osare il meglio di noi stessi e della nostra creatività.

Prometeo donò il Fuoco agli uomini per accelerarne il progresso, la stessa opportunità ci offre il Fuoco dell’Ariete: cogliamola con convinzione e fiducia, la Primavera ci sorride!

Luigi Benedetto Mattei

Pesci: l’Acqua della Consapevolezza

Il giorno 19 Febbraio, alle 00: 51 il Sole è entrato nel Segno dei Pesci: è l’ultimo mese invernaleche prepara il grande cambiamento della natura che si predispone alla primavera.

Per analogia, il momento giusto per riflettere e comprendere a cosa e come vogliamo ‘rifiorire’: si sta concludendo il ciclo annuale del percorso del Sole sulla Ruota dello Zodiaco, che sempre inizia nell’ Ariete/Primavera per concludere la sua corsa in Pesci, appunto, il cui elemento è l’Acqua, in cui tutto si riversa e fluisce per generare  consapevolezza e comprensione.

È il momento del riepilogo, del riflettere e meditare sulle esperienze vissute, su loro valore o meno, sulla possibilità di migliorare,  con una forte spinta a procedere in avanti, verso la primavera di nuove possibilità.

Guardarsi dentro, nell’Acqua della consapevolezza, per scoprire desideri e bisogni, lati inesplorati della nostra psiche, per dar vita a sogni e immagini da portare in manifestazione nell’immediato futuro, intuizioni profonde che si fanno progetti: indagini interiori che nutrono e offrono mille sfumature variopinte per colorare la nostra vita quotidiana.

E’ anche il momento per dare più spazio ai sentimenti: che siano forti, intensi e coraggiosi nel loro mostrarsi in libertà, un sorriso in più, un gesto delicato e forte assieme, un abbraccio di riconoscenza; e poi sciogliere, sciogliere deliberatamente, dubbi, rancori, tensioni e incomprensioni, nella limpidezza del perdono: sì è il momento giusto per farlo e sentire l’afflusso di nuova energia liberata.

L’Arte e la Bellezza appartengono senz’altro al mondo dei Pesci: fonti continue di rigenerazione e appagamento apportano una vibrazione sottile e delicata al vivere, arricchendolo di sensibilità e fantasia.

La fede nella vita come processo evolutivo, l’arte di vivere nel e per il Bene e il Bello, sono questi tutti valori dell’acqua ‘battesimale’ di questo Segno, che più di tutti è legato alla necessità di andare oltre l’apparenza e l’immediato per comprendere il significato simbolico di tanti accadimenti e fatti della vita, lieti e complessi che siano, purché forieri di saggezza e di maturità.

Così il ‘rigore’ dell’inverno si stempera nei venti leggeri anticipatori della primavera, un libero fluire nel gioco della stagioni, il filo sottile che tutto collega e porta all’esperienza, il senso di partecipazione a quell’Umanità che tutti contribuiamo a formare, tanto da coltivare la qualità dell’Empatia: un senso di partecipazione al Tutto che è la nota dominante del messaggio dei Pesci: viviamola in Bellezza!

Luigi Benedetto Mattei

Acquario: l’Aria del rinnovamento

Il 20 gennaio, alle 10.44 il Sole è entrato nel Segno dell’Acquario. La sua rappresentazione simbolica, un uomo che versa dell’acqua da una brocca che reca sulle spalle, rende subito evidente la qualità che gli appartiene: la capacità e il desiderio di offrire, di ‘dissetare’. Sì, perché le conquiste realizzate nella precedente tappa del Capricorno, dopo aver dato gratificazione e soddisfazione, possono ora anche essere condivise, distribuite, appunto.

Le realizzazioni dei singoli possono così contribuire al miglioramento dell’intera collettività: l’Acquario rappresenta anche l’ambiente sociale, lo spirito di amicizia, la possibilità di com-partecipare e collaborare, nell’ottica di migliorare e far evolvere.

Si ‘riversa’ così la conoscenza, l’abilità, il succo della propria esperienza, il meglio di una tradizione, ci si disseta alla Fonte della Saggezza: una corrente fresca e limpida che tutto mette in circolazione, a tutti offrendo opportunità e consapevolezze.

Non a caso l’Elemento che appartiene all’Acquario è l’Aria, che da sempre denota l’intelligenza umana e il suo uso creativo: dalla più piccola idea all’invenzione più ardita, dalla fantasia a una rivoluzionaria formula chimica, tutto ciò che apre al rinnovamento, all’utilità, entra nel patrimonio collettivo e lo arricchisce, arricchendo a sua volta per legge di distribuzione.

Acquario è novità, inventiva, genialità e senso dell’umorismo: quello che sfida il troppo ovvio, il cliché standardizzato; è la modernità che si fa utile, la tecnologia che non impoverisce, quella che può risolvere i disagi sociali. E’ l’arte e la scienza del buon vivere civile, della disponibilità all’incontro, dell’apertura e del confronto: la diversità che si fa ricchezza, spunto e stimolo all’ampliamento di coscienza, patrimonio collettivo e Bene per l’umanità.

E questo il mese in cui possiamo domandarci cosa rinnovare nella e della nostra vita, come migliorare le relazioni, come essere più compartecipi e attivi nell’ambiente e nella società in cui viviamo, e perché no, come permetterci un pizzico di ‘disordine creativo’, che ci spinga al di là dell’abitudine e della routine. Un desiderio giocoso e gioioso di metterci un po’ in discussione, e di farci conoscere più da vicino, al di là dei ruoli e dell’immagine, per meglio comunicare in autenticità e amabilità: entrare nella corrente acquariana, allora, ricca di sorprese e di un rinnovato senso di  simpatia e fiducia nel e per il genere umano.

Luigi Benedetto Mattei

Capricorno, la Terra del compimento

Il giorno 22 dicembre, alle ore 00.04 il Sole entrerà nel Segno del Capricorno.

E’ il Solstizio d’Inverno, con le sue giornate gelide, e il freddo tagliente, il giorno con la minima quantità di ore di luce, eppure proprio quello che annuncia la risalita del Sole verso la gloria dei giorni di luce piena: “il giorno natale del Sole invincibile” come veniva chiamato anticamente. E’ questo mix di gelo e di luce che apre il tema del Capricorno: la capacità di puntare all’essenziale, (i rami scheletriti, privi di foglie o gli alberi innevati) e la sicurezza luminosa di portare a compimento, la resistenza/tenacia che ci dà la certezza di conquistare per il futuro. A livello psicologico ci parla di  piena maturità, di distacco e disciplina, di rigore, pur di raggiungere e concludere. E’ il terzo Segno dello Zodiaco legato all’Elemento Terra e lo possiamo immaginare come una montagna maestosa, alta, innevata e impervia che chiama allo sforzo della salita e della conquista della cima. Uno scenario di bellezza incontaminata, ora terribile, ora incantata che sfida l’uomo a dare il meglio di sé e del suo spirito d’avventura nell’intento di conquistarla. E il premio, lassù sulla vetta ambita, sarà anche quello di vedere le cose dall’alto, con saggezza e distacco appunto, pur riconoscendo il merito della conquista, sapendo che altre vette ci attendono, che la Vita va scoperta e ricondotta al suo senso più sublime e profondo.

Nel mese del Capricorno dovremmo sempre domandarci se siamo soddisfatti delle mete raggiunte, se possiamo desiderare di più, cosa poter raggiungere ora, grazie a una volontà dinamica e concentrata che questo Segno offre come possibilità; e poi che tipo di conquista: legata alla realtà o anche alla coscienza, a seconda dell’età, dei bisogni o della maturità..

Non a caso in questo mese e sotto questo Segno si celebra il Natale, la nascita di quella Luce che è il Cristo, in una grotta, in una situazione di apparente semplicità/essenzialità. Nelle profondità della coscienza umana (nel buio della notte lunga del solstizio) nasce la luce splendente di un appello all’Amore.

Vette di auto-realizzazione, vette di conquiste interiori: la tensione a una vita di compimento e pienezza è il dono del Capricorno.

Luigi Benedetto Mattei

Sagittario: il Fuoco della giusta direzione

Sabato  22 novembre, alle 10.39, il Sole entrerà nel Segno del Sagittario.

Il suo antico simbolo è legato alla figura mitologica del Centauro (metà cavallo, metà uomo) che tende la freccia nell’arco, pronto a centrare la meta prescelta: ci parla della capacità dell’uomo che, in grado di controllare la sua impulsività, sa incanalarla nel raggiungimento di un obiettivo.

Più in alto si mira, maggiore sarà la concentrazione richiesta, ma più ampio lo spazio della conquista, e ben meritato. Il Sagittario è Segno di Fuoco: indispensabile per accendere l’entusiasmo e la spinta a nuove prospettive, che siano punti di vista, nuovi obiettivi da raggiungere, interessi da coltivare.

E’ il Segno dell’esplorare, non a caso legato nell’Astrologia, al viaggiare, sia fisicamente che con la mente: allargare i confini, con spirito d’avventura e ottimismo che in questo mese tutti possiamo utilizzare. E’ il momento giusto di progettare per portare nella inevitabile routine della vita quotidiana un vento di libertà e di iniziativa, un traguardo da definire e raggiungere, piccolo o grande, ognuno per come può e vuole, purché ci restituisca ‘il coraggio di osare’ e ridesti il desiderio di sfidare noi stessi a superare apparenti limiti o abitudini un po’ troppo consolidate e ad esprimerci più creativamente. Come  respirare a pieni polmoni e poi lanciarsi in una bella corsa che lasci alle spalle noia e ‘sedentarietà’ (fisica, quanto emotiva, quanto mentale!); come la freccia fosse un aquilone colorato che ridà colore alla giornata, volando alto e sfrecciando in un cielo ricco di possibilità.

E’ il mese dell’autunno inoltrato che prepara l’inverno (il successivo Segno del Capricorno), ma nel diminuire della luce del giorno si fa strada la possibilità di guardarci dentro per trovare ‘una scintilla’ di novità, un moto di libera volontà ardente di sfide, da dirigere verso uno scopo preciso da conquistare.

Il Sole in  Sagittario offre due qualità ‘alte’: la Fiducia in noi stessi e nella Vita, come fonte di continue opportunità, e la Saggezza per percorrerla in serenità e pienezza.

L’arciere è sempre pronto alla conquista.

 

Luigi Benedetto Mattei

Scorpione, l’Acqua dell’intensità

Il 23 ottobre alle ore 13,58, il Sole entrerà nel Segno dello Scorpione.

Stagionalmente è il momento della semina: nascosto sotto le zolle di terra il seme ‘muore’ per poi rinascere come futura piantina.

E’ autunno inoltrato: le foglie, a mucchi sul terreno, macerate dalla pioggia, ci parlano di ripiegamento della natura su se stessa, i colori sfumano, l’atmosfera si fa ovattata.

A livello simbolico e psicologico lo Scorpione, ottava tappa di quel percorso esistenziale ed evolutivo che è la Ruota dello Zodiaco, rappresenta la necessità di ‘guardarsi dentro’ per valutare il livello di appagamento, o meno, della nostra vita, nell’intento di intensificarne la direzione e lo scopo. Una sorta di esame interiore per trovare, in un  più profondo sentire, il coraggio e la forza di rimettersi in gioco per migliorare e ‘superare’ il già noto ed espresso sinora.

Come in natura, poniamo un seme/progetto destinato a svilupparsi in futuro; ma ci deve ‘appassionare’, coinvolgere, e renderci disposti a perdere (come le foglie) qualcosa (abitudini, distrazioni) pur di sfidarci all’attuazione di qualcosa di nuovo, che attinga alle nostre più intime convinzioni, a un desiderio di essenzialità.

La tenacia è la qualità associata allo Scorpione, il suo Elemento astrologico è l’Acqua, l’acqua impetuosa di un fiume potente: il flusso della vita nel suo incessante divenire e l’invito a scorrere con essa, a sfidarci quotidianamente, tra alti e bassi, successi e prove, per riscoprirne l’intensità.

L’immagine è quella di un guerriero, già avvezzo alle battaglie, conoscitore di rischi e di strategie, ma sempre pronto a procedere, e, a suo modo, navigato e saggio d’esperienza, ma avido di altre sfide.

Nel gioco di luci e ombre, nei contrasti e nelle passioni, la luce del Sole in Scorpione offre un punto di svolta e di sintesi da cui partire per nuove avventure della coscienza: nella vasta gamma delle possibilità umane, su tanti e diversi livelli, la spinta al miglioramento è annunciata. In un più antico zodiaco lo scorpione si trasforma in aquila: il suo valore simbolico rimane intatto e bene-augurante: dalla profondità alle altezze, dalla consapevolezza al conseguimento.

Luigi Benedetto Mattei