Il 20 gennaio, alle 10.44 il Sole è entrato nel Segno dell’Acquario. La sua rappresentazione simbolica, un uomo che versa dell’acqua da una brocca che reca sulle spalle, rende subito evidente la qualità che gli appartiene: la capacità e il desiderio di offrire, di ‘dissetare’. Sì, perché le conquiste realizzate nella precedente tappa del Capricorno, dopo aver dato gratificazione e soddisfazione, possono ora anche essere condivise, distribuite, appunto.

Le realizzazioni dei singoli possono così contribuire al miglioramento dell’intera collettività: l’Acquario rappresenta anche l’ambiente sociale, lo spirito di amicizia, la possibilità di com-partecipare e collaborare, nell’ottica di migliorare e far evolvere.

Si ‘riversa’ così la conoscenza, l’abilità, il succo della propria esperienza, il meglio di una tradizione, ci si disseta alla Fonte della Saggezza: una corrente fresca e limpida che tutto mette in circolazione, a tutti offrendo opportunità e consapevolezze.

Non a caso l’Elemento che appartiene all’Acquario è l’Aria, che da sempre denota l’intelligenza umana e il suo uso creativo: dalla più piccola idea all’invenzione più ardita, dalla fantasia a una rivoluzionaria formula chimica, tutto ciò che apre al rinnovamento, all’utilità, entra nel patrimonio collettivo e lo arricchisce, arricchendo a sua volta per legge di distribuzione.

Acquario è novità, inventiva, genialità e senso dell’umorismo: quello che sfida il troppo ovvio, il cliché standardizzato; è la modernità che si fa utile, la tecnologia che non impoverisce, quella che può risolvere i disagi sociali. E’ l’arte e la scienza del buon vivere civile, della disponibilità all’incontro, dell’apertura e del confronto: la diversità che si fa ricchezza, spunto e stimolo all’ampliamento di coscienza, patrimonio collettivo e Bene per l’umanità.

E questo il mese in cui possiamo domandarci cosa rinnovare nella e della nostra vita, come migliorare le relazioni, come essere più compartecipi e attivi nell’ambiente e nella società in cui viviamo, e perché no, come permetterci un pizzico di ‘disordine creativo’, che ci spinga al di là dell’abitudine e della routine. Un desiderio giocoso e gioioso di metterci un po’ in discussione, e di farci conoscere più da vicino, al di là dei ruoli e dell’immagine, per meglio comunicare in autenticità e amabilità: entrare nella corrente acquariana, allora, ricca di sorprese e di un rinnovato senso di  simpatia e fiducia nel e per il genere umano.

 Luigi Benedetto Mattei