Il 23 ottobre alle ore 13,58, il Sole entrerà nel Segno dello Scorpione.

Stagionalmente è il momento della semina: nascosto sotto le zolle di terra il seme ‘muore’ per poi rinascere come futura piantina.

E’ autunno inoltrato: le foglie, a mucchi sul terreno, macerate dalla pioggia, ci parlano di ripiegamento della natura su se stessa, i colori sfumano, l’atmosfera si fa ovattata.

A livello simbolico e psicologico lo Scorpione, ottava tappa di quel percorso esistenziale ed evolutivo che è la Ruota dello Zodiaco, rappresenta la necessità di ‘guardarsi dentro’ per valutare il livello di appagamento, o meno, della nostra vita, nell’intento di intensificarne la direzione e lo scopo. Una sorta di esame interiore per trovare, in un  più profondo sentire, il coraggio e la forza di rimettersi in gioco per migliorare e ‘superare’ il già noto ed espresso sinora.

Come in natura, poniamo un seme/progetto destinato a svilupparsi in futuro; ma ci deve ‘appassionare’, coinvolgere, e renderci disposti a perdere (come le foglie) qualcosa (abitudini, distrazioni) pur di sfidarci all’attuazione di qualcosa di nuovo, che attinga alle nostre più intime convinzioni, a un desiderio di essenzialità.

La tenacia è la qualità associata allo Scorpione, il suo Elemento astrologico è l’Acqua, l’acqua impetuosa di un fiume potente: il flusso della vita nel suo incessante divenire e l’invito a scorrere con essa, a sfidarci quotidianamente, tra alti e bassi, successi e prove, per riscoprirne l’intensità.

L’immagine è quella di un guerriero, già avvezzo alle battaglie, conoscitore di rischi e di strategie, ma sempre pronto a procedere, e, a suo modo, navigato e saggio d’esperienza, ma avido di altre sfide.

Nel gioco di luci e ombre, nei contrasti e nelle passioni, la luce del Sole in Scorpione offre un punto di svolta e di sintesi da cui partire per nuove avventure della coscienza: nella vasta gamma delle possibilità umane, su tanti e diversi livelli, la spinta al miglioramento è annunciata. In un più antico zodiaco lo scorpione si trasforma in aquila: il suo valore simbolico rimane intatto e bene-augurante: dalla profondità alle altezze, dalla consapevolezza al conseguimento.

 Luigi Benedetto Mattei