“La malattia, alla sua origine, non è materiale; ciò che noi conosciamo della malattia è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante di forze che agiscono per lungo tempo e in profondità… La salute è la nostra eredità, il nostro diritto, è la completa e piena unione fra Spirito, Anima e Corpo; e questo non è un ideale arduo e irraggiungibile, ma è talmente semplice e naturale che parecchi di noi l’hanno trascurato”

(Edward Bach)

 

Le antiche civiltà che conoscevano le leggi universali l’hanno sempre avuta, e con loro tutte quelle società che ancora oggi mantengono uno stretto legame con la Natura. Parliamo della visione olistica (dal greco “olos” che significa “tutto quanto”, “intero”) della vita e di ogni sua manifestazione. Ovvero, hanno sempre visto come ogni cosa sia intrinsecamente collegata all’altra, formando un tutto inscindibile.

Da qualche tempo le avanguardie della Scienza, ognuna partendo dal proprio settore, stanno arrivando alla medesima conclusione. Sia nel macro che nel microcosmo, a mano a mano che gli strumenti di indagine consentono al pensiero umano di trovare delle conferme, sta diventando sempre più evidente anche in Occidente, finalmente. Da questa parte del globo, infatti, domina oramai il pensiero lineare, o logico, per sua natura limitato e limitante, mentre in Oriente non è mai stato del tutto abbandonato il pensiero analogico o associativo, che permette alla mente di fare connessioni più ampie, multidimensionali, e di avere quindi delle comprensioni della vita molto più ricche e profonde.

All’inizio del ‘900, dopo che la Fisica Atomica di Einstein aveva abbattuto le prime roccaforti della Fisica Classica, o meccanicistica, di Newton, rivelando la natura energetica di ciò che chiamavamo materia e credevamo inequivocabilmente solido e tangibile, diversi scienziati iniziarono ad esplorare il mondo delle particelle subatomiche, sviluppando la Fisica Quantistica e facendo scoperte ancora più sconvolgenti. Servirebbe ampio spazio per descriverle, e si consiglia vivamente di leggere qualcuno dei numerosi testi divulgativi esistenti, che facilitano alla persona comune la comprensione di questi importanti e affascinanti nozioni (vedi sul nostro blog l’articolo “Il gatto di Schrödinger è vivo o morto? Fisica Quantistica e sviluppo della Coscienza”).

Per dirla in pochissime parole, più si scende nell’infinitamente piccolo, più spariscono le leggi classiche e i componenti stessi della materia, e quindi qualunque certezza su di essa, mentre ci si viene a trovare di fronte a pure potenzialità direttamente influenzate da chi le osserva, che ne determina il comportamento. Questo fenomeno, chiamato Effetto Osservatore, è forse l’aspetto più importante di questa rivoluzione culturale, perché sta costringendo un’ancora riluttante Scienza a includere nei suoi ragionamenti il concetto di Coscienza, ovvero a ricongiungere l’essenza dell’essere umano con il mondo della manifestazione, che fino a ieri erano considerati due realtà ben separate: una “dentro” e l’altra “fuori”.

Da citare qui anche un’altra importante scoperta della Fisica: il fenomeno della Correlazione Quantistica, o Entanglement, che conferma la qualità della non-separazione tra le cose. Semplificando al massimo (i veri scienziati perdoneranno l’azzardo), possiamo dire che due o più particelle (o sistemi) che siano venute in contatto, una volta allontanate anche a distanze siderali, rispondono simultaneamente e allo stesso modo a uno stimolo dato a una sola di loro. E non è nemmeno ancora molto chiaro come avvenga, e se avvenga, la trasmissione dell’informazione tra loro…

Insomma, il dibattito è ancora aperto perché non tutte le nuove teorie sono già state dimostrate. Ogni scoperta apre nuovi orizzonti da esplorare, ogni volta sfidando i vecchi paradigmi. Di fatto ancora non si è prodotta una teoria in grado di unificare tutte le leggi cosmiche. Ma ci siamo vicini.

Quando si parla di Scienza, può essere utile non pensare a un monolito omogeneo e granitico, e neppure a una sorta di divinità infallibile, intoccabile e senza la quale nulla ha il diritto di esistere. La Scienza rappresenta il nobile tentativo da parte dell’uomo di analizzare e descrivere il meglio possibile il creato, ovvero la realtà nella quale viviamo, allo scopo di usarne e non solo di subirne le leggi. Ma essa è necessariamente limitata, sia dalla capacità delle menti degli scienziati di concepire di volta in volta l’oggetto dell’analisi, sia, a causa del suo metodo dimostrativo, dall’orizzonte di realtà che gli strumenti disponibili permettono di osservare in un dato momento.

La “Realtà”, che a sua volta è un concetto in via di ridefinizione, è ben più ampia della Scienza. E le nostre menti, salvo rare eccezioni, non sono ancora sufficientemente allenate ad abbracciare tutto lo scibile. Forse conviene pensare alla cosiddetta Scienza come ad un grande albero plurisecolare, con tantissime ramificazioni. Alcune più vecchie, rigide e grosse, vicine al tronco, appartengono al passato e costituiscono gli sviluppi delle origini. Altre, più giovani e flessibili, continuano a crescere e a moltiplicarsi alle estremità. Ogni zona dell’albero corrisponde ad una diversa “branca” (che vuol proprio dire “ramo”) e si sviluppa per conto suo, cercando di raggiungere la luce della verità incurante degli altri rami, pur originando dallo stesso albero. Questo per dire che a volte le branche seguono direzioni e interessi diversi, il che spiega le momentanee contraddizioni. E poiché la Scienza è fatta di tanti uomini, possiede tante menti e tante voci. Oggi non sembra esistere una sola Scienza, bensì ancora tante scienze in divenire. Bisogna sapere ascoltare le varie voci, anche quelle non ancora ufficializzate, soprattutto quando esse risuonano dentro di noi. E come per i rami dell’albero, sono destinate a sopravvivere solo quelle parti che crescono in direzione della luce.

…Senza contare che la parola scienza viene dal latino “scire”, sapere, il quale deriva dall’esperienza; il che eleva al rango di scienza anche l’esperienza del singolo individuo! E questo ci riporta alle conoscenze degli antichi popoli i quali, anche senza “Scienza”, sapevano.

Il ramo del sapere che ci interessa qui è quello della salute, nella sua visione olistica. Quando si parla di un essere umano quindi, da questo punto in poi si esamina sempre l’insieme corpo-mente-spirito che esso costituisce. O più precisamente, corpo-emozioni-pensieri-spirito. In quest’ottica, la salute dipende dall’equilibrio di queste singole componenti e del loro insieme (vedi anche gli articoli “Questione di cellule” e “Medicina Naturale –Parte Prima”).

Anche nelle Scienze Biologiche vi sono state negli ultimi decenni numerose scoperte che hanno rivoluzionato il vecchio concetto di corpo fisico come macchina e separato dallo spirito. La P.N.E.I., o Psiconeuroendocrinoimmunologia, a metà del secolo scorso ha evidenziato la correlazione tra i principali sistemi del corpo. In sostanza, non si tratta più un agglomerato di pezzi/organi/sistemi separati, bensì un unico sistema/organismo globale dove i (sotto)sistemi nervoso, endocrino e immunitario, di natura materiale, insieme alla psiche che riveste un ruolo altrettanto fondamentale e inscindibile, si influenzano a vicenda con effetti a cascata.

Senza dimenticare che a partire dal primo ‘900 i fondatori della psicanalisi e successivamente i loro allievi, osservarono e descrissero alcune interazioni tra mente e corpo, dando origine ad altre discipline di tipo olistico in via di sviluppo ancora oggi. Lo stesso Carl Gustav Jung si interessava di Fisica Quantistica, perché aveva intuito l’esistenza di dimensioni trascendentali e di correlazioni nascoste tra esse e il mondo della coscienza e del visibile. Suoi i contributi interessantissimi, ad esempio, relativi ai simboli e agli archetipi.

Importanti novità riguardano poi il DNA: fino a ieri era considerato una sorta di codice a barre individuale, stampato a fuoco nella nostra carne e circondato da un’inutile massa di “geni spazzatura”, che ci definiva e incasellava dall’inizio alla fine della vita, come un prodotto sullo scaffale del supermercato destinato solo a scadere. L’Epigenetica ha invece dimostrato come l’espressione del DNA non solo sia influenzata da fattori ambientali interni ed esterni, e sia quindi in continua evoluzione, ma anche come questa espressione possa essere modificata volontariamente, risvegliando quelli che sono stati ribattezzati “geni dormienti”.

Da citare ancora la Neurogenesi e la Neuroplasticità, che riguardano rispettivamente la continua produzione di nuovi neuroni da parte del cervello e la capacità delle connessioni neurali di modificarsi, superando anche in questo caso il vecchio concetto di sviluppo limitato e di inevitabile degenerazione.

Ma a parte i ricercatori puri, sono molti anche i medici che, dopo essersi scontrati con i limiti della Medicina Convenzionale che spesso sembra considerare guarigione la mera sparizione del sintomo, ne hanno da tempo varcato i confini. Hanno così riscoperto antiche verità quali la saggezza del corpo con il suo innato potere di autoregolazione e di autoguarigione, il valore non solo chimico ma anche energetico dei rimedi naturali, le numerose tecniche corporee, l’importanza dello stile di vita, dell’alimentazione e dell’empatia nel rapporto col paziente, la numerosità di ciò che un tempo veniva definito “guarigione miracolosa”, eccetera. Fino a all’incredibile fenomeno delle Near Death Experience, o Esperienze di Premorte, di numerosi pazienti in tutto il mondo, dove si è dovuto prendere atto dell’esistenza di una coscienza individuale che sopravvive al di là di un corpo fisico e di un cervello non più funzionanti.

In questa rubrica cercheremo di illustrare praticamente come la correlazione corpo-mente-spirito possa tradursi in sintomi e come, grazie alla comprensione del significato personale di questi sintomi, si possa agevolare il ripristino dello stato di salute. Nella Psicologia Medica questo approccio viene chiamato Psicosomatica. Oggi esso viene ulteriormente sviluppato e insegnato in altri ambiti, come nelle scuole di Naturopatia, che in Italia non godono tuttavia ancora di un riconoscimento ufficiale.

Al di là delle etichette, se manteniamo una mente aperta che abbracci tutte le più recenti scoperte così come l’importante patrimonio di conoscenza che ci è stato tramandato dall’antichità, la premessa fondamentale diventa che non vi è malattia o trauma che non nasca dalla mente della persona e che, grazie alla mente della persona, non si possa guarire. Non soltanto, quindi, alcune malattie ma proprio tutte, anche se per molti questa affermazione risulta ancora eccessivamente rivoluzionaria, e anche se l’effettiva guarigione a volte sia difficile da raggiungere nel corso di una sola vita fisica.

E’ una materia affascinante perché riguarda l’infinita complessità e originalità di ogni essere umano, questa meravigliosa scintilla di vita in continua evoluzione. Non è quindi una scienza esatta. Anche se esistono molti testi, sia antichi che moderni, che propongono degli schemi interpretativi e delle mappature del corpo con relativi significati simbolici, si tratta sempre di suggerimenti, di indirizzi generali. Personalmente mi ispiro a molte fonti, ma ciò che è determinante è l’osservazione del singolo caso e la cooperazione diretta con la persona interessata, attraverso una serie di domande e di risposte.

In questa sede potremo quindi limitarci a fare delle prime ipotesi generali, o anche personali se mi sottoporrete dei casi, ma difficilmente sarà possibile arrivare in fondo al processo. Tuttavia, verranno offerti degli spunti per imparare ad osservarsi e a farlo olisticamente, il che costituisce un esercizio fondamentale per la propria consapevolezza e per la propria crescita, oltre che per la propria salute. Nel prossimo articolo entrerò più concretamente nel metodo e farò degli esempi pratici, che aiuteranno a capire quali sono le domande da porsi e gli elementi da fornire al professionista a cui ci si rivolge; e quindi anche come eventualmente formulare dei quesiti a questa rubrica.

 

Alessandra Giacalone