Cosa sono e a cosa servono

 In questo articolo parleremo di un argomento del tutto sconosciuto ai più ma di enorme utilità pratica. I Sette Raggi, o meglio la Scienza dei Sette Raggi, è uno degli elementi più importanti introdotti dall’esoterismo del XX secolo. Di un argomento così complesso e vasto non potremo che dare solo minimi accenni, sperando possano bastare per stimolare una riflessione non troppo superficiale, per dare spunti alla comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda e, perché no,  suscitare un po’ di curiosità.

La Scienza dei Sette Raggi raramente esce dai circoli esoterici, non perché le informazioni siano segrete, infatti i libri che affrontano l’argomento sono facilmente reperibili, ma più probabilmente perché anche nei  circoli medesimi è un argomento che stenta a trovare un’applicazione pratica e spesso si riduce ad una dissertazione filosofica o intellettuale. Eppure è tempo che diventi di dominio pubblico, che se ne parli, si osservi la manifestazione dei Raggi, perché la loro conoscenza è un tassello fondamentale per l’avvento della tanto sospirata Nuova Era.

Perché ci sono persone che riescono a smettere di fumare da un giorno all’altro, mentre altre fanno una gran fatica? Perché ci sono persone pronte ad immolarsi per un ideale o una religione mentre altre adorano la comodità? Da dove arriva il senso per gli affari o la capacità di riconoscere la Bellezza?

La Scienza dei Sette Raggi, insieme alle Leggi dell’Anima e al processo di espansione della coscienza, cioè il progressivo unificarsi tra coscienza incarnata ed Anima, sarà la base della psicologia del futuro.

Quindi primo scopo di questo scritto è quello di illustrare la possibilità di un approccio pratico ai 7 raggi. Se la disquisizione di contenuti esoterici si ferma al piano intellettuale diventa una trappola dalla quale è difficile uscire, una trappola che provoca una profonda scissura all’interno dell’essere umano, che avvolge in una profonda e fitta nebbia la consapevolezza dell’individuo, creando un baratro tra ciò che si sa, ciò che si crede di essere e ciò che si è effettivamente. L’intellettualismo esoterico (che ha affossato e affossa più di un circolo esoterico) può essere evitato solo con una profonda applicazione pratica dei concetti assimilati e compresi, perché solo nello sforzo dell’applicazione è possibile l’opera alchemica di trasmutazione di se stessi. Ci conosciamo quali realmente siamo solo attraverso lo sforzo tensivo di trasformazione. Senza questo, la teoria è inutile. Ma anche in questo scritto un minimo di teoria è necessaria, per cui mi scuso col lettore se questa prima parte sarà un poco noiosa, da metà articolo in poi vedrete che la cosa diventerà divertente.

Ci limiteremo ad enunciare i 7 Raggi senza esaminare la loro origine o fare altre considerazioni ad ampio spettro. Dopotutto, anche riportando integralmente le informazioni presenti nei testi di riferimento, non avremmo modo di verificarle, ma dovremmo affidarci comunque a quel riconoscimento interno, a quella rispondenza della coscienza che ci rivela se una cosa è vera oppure no. Sempre che si riesca a tacitare la mente spicciola, con tutti i suoi dubbi, i suoi perché. Quindi ne parleremo come di un dato di fatto, non ci porremo il problema della loro esistenza, ma del riconoscimento della loro influenza nella vita quotidiana. Perché questo sì che è osservabile e dimostrabile e può essere fatto da ciascun lettore. Ai lettori chiedo semplicemente di accogliere come ipotesi la loro esistenza e di verificare se le considerazioni che verranno fatte trovano un riscontro nella loro esperienza di vita, in ciò che hanno osservato o osserveranno dentro di sé e attorno a sé. Se nel lettore si accenderà un lampo di riconoscimento allora si attiverà anche la curiosità di approfondire l’argomento e questo scritto avrà servito il suo scopo.

Ogni essere umano è un essere unico e irripetibile. E’ il frutto di millenni di esperienze (nel caso si accetti l’ipotesi della reincarnazione), di scelte, di comprensioni, di acquisizioni. Soprattutto è custode di una fiamma divina, frazione dell’Uno, colorata da una sua nota, una sua funzione specifica ed esclusiva, che già all’origine lo qualifica come unico e irripetibile (anche se tutto ciò ancora non traspare per carenze evolutive della coscienza incarnata). Ma ogni essere umano è soggetto all’influenza di certe energie. Che agiscono su di lui come su ogni altro essere umano. E questo porta a comportamenti simili, assonanze e dissonanze. Tutto ciò può essere visto facilmente attraverso la lente dei Sette Raggi. Ma è tempo di entrare nello specifico.

Esattamente, di cosa stiamo parlando? In parole semplici i Sette Raggi sono 7 tipi di energie che permeano l’universo e favoriscono l’evoluzione della coscienza stimolando a manifestare e incarnare quelle qualità archetipiche di cui sono portatori. Questi raggi sono tutte differenti espressioni dell’Amore dell’UNO, del principio Primo. Nella loro Essenza originaria bisogna sempre considerarli come 7 declinazioni di questo Amore Assoluto, e non vanno mai confusi con le forme che si manifestano grazie alla loro influenza, forme che possono essere adattamenti anche molto lontani da ciò che i Raggi rappresentano, oppure che noi possiamo intendere come Amore. Ma studiando e osservando questi Raggi in azione è possibile imparare a riconoscere l’intento dietro ad ogni manifestazione, intento che è Amore che cerca di esprimersi nei limiti della forma. Solo in questo intento, in questo Amore che cerca espressione è possibile la loro sintesi.

I puristi non me ne vorranno se adatterò i nomi classici in modo da riferirli già al contesto dell’uomo e della struttura della sua coscienza, ma questo è il campo cui voglio restringere il contenuto di questo articolo.

Possiamo definirli così:

1) Primo Raggio. Volontà di Bene e Potere di Essere e di Agire

2) Secondo Raggio. Amore e Saggezza (che è amore in azione)

3) Terzo Raggio. Attività Intelligente (o Intelligenza Attiva)

4) Quarto Raggio. Armonia tramite conflitto (che porta all’emersione dell’Arte e della Bellezza)

5) Quinto Raggio. Conoscenza concreta o Scienza.

6) Sesto Raggio. Devozione e Idealismo

7) Settimo raggio. Ordine, Leggi Divine e Magia

Questi sette raggi influenzano l’uomo in vari modi, in questa sede ne prenderemo in considerazione solo uno, anche se in modo assolutamente parziale: I raggi che influiscono sulla costituzione dell’uomo in una data incarnazione. Cioè, in parole più semplici, l’Anima decide quali e quanti Raggi influenzeranno l’uomo una volta nato, o meglio ri-nato. E’ una scelta che dipende da molti fattori, che non esamineremo, e questa scelta dura per tutta la vita, fino alla morte. I Raggi scelti determineranno le modalità di espressione fisica, emotiva e mentale dell’individuo. Non vanno intesi come una prigione, ma come una facilitazione, attraverso cui l’individuo potrà esprimersi senza fatica.

Normalmente un individuo è influenzato da un minimo di tre a un massimo di 5 raggi. Non tutti i raggi hanno la medesima presa sull’individuo e a seconda delle varie fasi della vita un raggio può aumentare o diminuire la sua influenza. Tutto dipende dal lavoro su di sé che viene fatto e dalla consapevolezza che viene acquisita. Perché, come succede per l’astrologia, dove il Saggio domina le proprie stelle, così anche per i raggi lo scopo è utilizzarli, non esserne vittima. E qui entriamo nel campo dell’uso pratico dei raggi.

Il nostro equipaggiamento è costituito da una struttura fisica, una struttura emotiva, una struttura mentale. E poi c’è l’io, quel senso di consapevolezza spesso parziale che si identifica con una o con l’altra struttura, e solo raramente ha sviluppato quella disidentificazione dal suo equipaggiamento che gli consente di essere il padrone dei suoi propri strumenti. Ciò che è importante sottolineare è che il nostro equipaggiamento, ad ogni incarnazione, si presenta ad un preciso livello di perfezionamento, frutto di tutto il lavoro delle vite passate, e tale lavoro di perfezionamento continuerà nella vita attuale. Noi manifesteremo quelle caratteristiche dei raggi che ci influenzano per come il nostro equipaggiamento riesce a percepirli, ad assimilarli e ad esprimerli. Quindi normalmente alcune caratteristiche di ogni raggio riusciremo ad esprimerle, altre saranno molto distorte, altre ancora saranno del tutto inespresse, mancando dentro di noi le capacità di vibrare su quelle frequenze.

E qui viene il bello, perché conoscendo un raggio possiamo riconoscere cosa stiamo già esprimendo, cosa stiamo palesemente distorcendo, quali potenzialità abbiamo ancora da esprimere. Facciamo un esempio per chiarire il tutto e accenniamo a quel raggio che è ancora il più diffuso, quel raggio che ha condizionato gli ultimi 2000 anni  e che adesso sta diminuendo la sua influenza, anche se lentamente. E’ il raggio con cui tutti (quasi nessuno escluso, a parte forse le nuovissime generazioni) dobbiamo fare i conti. E’ il Sesto Raggio, dell’Idealismo e della Devozione. Questo raggio dona a chi ne è influenzato una grande percezione del divino e dell’ideale e questo a seconda del livello di coscienza dell’individuo può manifestarsi come adesione ad una qualche religione, o dogma, o idealismo (un qualche “ismo” di cui il secolo scorso è stato tanto ricco…). Può essere vissuto in modo molto mistico-passivo, un devoto religioso, oppure in modo molto attivo-dinamico, un rivoluzionario o un guerriero, ma sarà sempre un ideale a muoverlo, sia esso una qualche forma di Dio, oppure un ideale di miglioramento dell’umanità, o un ideale di libertà, ed egli dedicherà tutta la vita a ciò in cui crede fermamente, con una vita di dedizione e preghiera oppure lottando e arrivando anche a sacrificare la propria vita. Per le persone fortemente influenzate da questo raggio molto spesso non esistono le sfumature. O è bianco o è nero. Se abbandonano il proprio punto di riferimento è solo per abbracciarne un altro che li coinvolge maggiormente, li rispecchia di più in questa nuova fase della loro vita, ma il livello dell’enfasi e dell’identificazione rimane immutato. Non vedranno mai i difetti del loro “ismo”, del loro ideale, perché la loro natura è essere completamente identificati con esso. Non lo comprendono in modo logico, ma lo assimilano per il Valore che vi percepiscono, anche se quel valore poi non corrisponde alla reale manifestazione. Se non cadono in depressione perché sentono quel Valore troppo lontano, troppo grande di fronte alla piccolezza di se stessi, riescono a smuovere montagne per compiacere coloro in cui credono, l’ideale che percepiscono. E questa è una forza immensa. Tutto il mondo che conosciamo è stato costruito grazie alla forza del sesto Raggio.

Ogni linea di raggio ha le sue proprie prove, le sue proprie crisi, che portano inevitabilmente ogni uomo a smussare quegli spigoli che non consentono la manifestazione delle qualità animiche, a eliminare quella separatività che è non inclusione, ad abbattere ogni muro che limita la visione e l’espressione dell’amore.  Così, per ritornare al nostro esempio, ad un certo punto della vita gli idealismi cadono, e si rimane senza nulla, senza sostituzioni. La persona influenzata dal sesto raggio, quando è pronta, viene spinta dall’anima in una profonda crisi  di valori, di ideali. Ha passato una vita a cercare il divino fuori di sé, a proiettare se stesso al di fuori, rinnegando la propria divinità interiore, a cercare appigli che gli dessero forza. Ha sempre cercato di essere importante per le persone che stimava e ammirava e che per lui erano punti di riferimento, di essere importate per quelle persone che per lui erano importanti, perché un gesto di riconoscimento da parte loro era un balsamo per la propria poca autostima, per le proprie insicurezze. Per molto tempo ha cercato di circondarsi di amicizie, di un seguito, di essere apprezzato, come conferma di essere portatore di quel “Valore” che egli riconosceva nell’Esistenza che percepiva fuori di lui, eppure non aveva la certezza di possedere.

Arriva il tempo per la persona influenzata dal sesto raggio di ritrovarsi di fronte a se stesso, di trovare il proprio centro, di non dipendere più dal riconoscimento degli altri, ma di trovare in se stesso la propria forza. Allora da seguace diventa condottiero, da dipendente diventa fonte di dipendenza per altri. La presa del centro, una delle caratteristiche fondamentali di ogni leader, per la persona influenzata dal sesto raggio diventa una crisi di riconoscimento della propria Divinità Essenziale. Allora l’entusiasmo, la dedizione, la capacità di sacrificio tipico di questo raggio non diventano più dipendenti da intermediazioni, Guru, Sacerdoti, Partiti, ideologie, ma un ancorarsi alla propria Divinità Essenziale e a una percezione diretta delle energie del Bello, del Giusto e del Vero.

Come può l’individuo influenzato dal sesto Raggio partecipare attivamente a questa trasformazione? Con la consapevolezza, l’attenzione e la conoscenza del processo. Cercando quelle parti di sé che sono rigide, estremiste, combattive (finalizzate ad affermare  il proprio punto di vista), svalutanti, ecc., riconoscendole, portandoci l’attenzione, lavorando sul il proprio equipaggiamento per alimentare i valori positivi e inclusivi (l’equipaggiamento esprime ciò che è in grado di esprimere, mentre l’acquisizione di una nuova vibrazione è un duro lavoro di  crescita e trasmutazione). L’individuo influenzato dal sesto Raggio è capace di ideali elevati, di intuire i Valori Assoluti, di fede incrollabile e fiducioso ottimismo che lo rende capace di essere determinato a raggiungere i propri obiettivi, con una incredibile tenacia e tra mille difficoltà.

Quando si comincia lo studio dei Raggi spesso la tentazione è di negare certi raggi, perché li sentiamo e viviamo come negativi, o brutti. Sentiamo di avere un raggio, ma ci piacciono di più gli altri…. Lo neghiamo, lo ignoriamo, ci convinciamo di avere quelli che ci sembrano i migliori…. Ma un raggio non può essere estirpato quindi non è utile negarlo o reprimerlo…. Ogni raggio è un dono e fonte di potenzialità. Con il lavoro su di sé è possibile eliminare le espressioni distorte del raggio, esprimerlo sempre più nella sua forma più pura ed elevata, ed accedere a funzioni potenziali del raggio sempre più elevate.

Spesso è difficile anche riconoscerli, perché a livello teorico possono dare manifestazioni simili, e solo con l’esperienza e la percezione diretta ci si costruisce la capacità di identificarli. Un esempio è il riconoscimento del primo raggio, piuttosto raro nella sua espressione più piena. L’influenza del primo raggio fornisce una grande capacità di agire la forza di volontà. Normalmente gli individui devono lavorare molto per sviluppare la forza di volontà. Chi è influenzato potentemente dal primo raggio la esercita in modo del tutto naturale. Indipendentemente da quale sia il suo obiettivo, creare un impero o vincere una partita a tennis, lo raggiungerà. Passerà sopra a tutto e a tutti se sarà necessario. A volte lo farà anche se non è necessario, non per cattiveria, semplicemente perché non si accorge delle conseguenze delle sue azioni sull’ambiente che lo circonda, perché è totalmente focalizzato sul suo obiettivo e non ha altro interesse. Normalmente non lascia molto spazio ai sentimenti e può essere molto duro e freddo. La vita con una persona influenzata potentemente dal primo raggio non è facile, né per un eventuale compagno/a né per eventuali figli, che cresceranno con un esempio spesso odiato e ammirato insieme, comunque difficile da eguagliare, che genera frequentemente nei figli un complesso di inferiorità, a meno che essi siano a loro volta influenzati dal primo raggio. Le persone potentemente influenzate da un primo raggio sono rare, e fin quando non se ne conosca una è facile scambiare il sesto raggio per il primo. Poi, una volta conosciuta, fatta l’esperienza della sua energia, l’errore diventa impossibile.

Le altre persone sono influenzate da un certo spettro di raggi, che può essere simile al nostro oppure molto diverso. Che succede, allora, nelle relazioni umane? Succede che siamo obbligati a confrontarci con il diverso, con ciò che non ci appartiene, non sentiamo nostro, non risuona con noi o risuona in modo molto parziale. E lì abbiamo la possibilità di crescere, di comprendere le differenze, le altre espressioni della Vita Una. Possiamo comprendere i diversi modi di vedere le cose, perché è innegabile che ogni raggio ha una sua percezione di ogni cosa. Non esiste una percezione giusta o sbagliata, ma sette colori principali sfumati in una serie infinita di combinazioni, tante quante sono le coscienze umane.

Passiamo a qualche esempio più spicciolo:

Come si manifesta il terzo Raggio dell’Attività Intelligente? Dipende, come per tutti i raggi, da quale parte della persona è primariamente influenzata… Può essere la sua intera personalità, oppure solo una sua parte  e questo dà vita a tutta una scala di possibili influenze.

Per esempio sarà una persona molto attiva, intraprendente, sempre in movimento, sia fisicamente che mentalmente. Sempre iniziative da portare a termine, una dietro l’altra, spesso in contemporanea, nuove iniziative partono ancor prima che si concludano quelle in corso…Che molte volte rimangono inconcluse…. Dinamismo, attività e adattabilità sono le sue parole d’ordine, che però possono diventare iperattività, dispersione, opportunismo e utilitarismo…

Potrà essere una persona molto sportiva, con tantissime energie a livello fisico, molto resistente alle malattie, capace di sostenere grandi fatiche, con una tendenza naturale a trovare l’aspetto utile in ogni cosa. In più avrà una relazione particolare con lo spazio che lo circonda: lo spazio è sempre qualcosa da esplorare, con cui giocare, con cui interagire, da occupare, in ogni modo possibile (la società chiama questo … disordine!…). In viaggio o non disfa la valigia, per comodità, e arraffa quel che gli serve dalla valigia stessa man mano che se ne presenta il bisogno, oppure sparpaglia il contenuto ovunque, tranne che nell’armadio… come entra in casa si svuota le tasche e occupa con il contenuto ogni centimetro libero che trova…indipendentemente che sia casa sua o meno…

Mentre, al contrario, una persona influenzata dal settimo raggio sarà molto diversa. Potrà essere una persona capace di organizzare gli altri, di gestire una organizzazione, un gruppo, cioè di fare funzionare le cose in modo ordinato e organizzato, di mettere ogni persona al posto giusto (cosa che tende a fare anche nella sua vita privata, organizzare ogni aspetto secondo la sua visione, compreso compagno/a e figli,  salvo poi scontrarsi con la visione della Vita Stessa, che ha molta più fantasia..), e potrà avere un rapporto con lo spazio legato all’ordine, a mettere la cosa giusta al posto giusto (pennarelli incolonnati per colore e dimensioni, calzini piegati e in fila nel cassetto, camicie stirate perfettamente, casa perfettamente pulita come se passasse Mastro Lindo in persona ogni 5 minuti….).Tenderà  ad interagire con l’ambiente per creare ordine e bellezza, esaltando lo spazio e completandolo… o piegandolo al suo senso dell’Ordine e della Bellezza…

Ora pensate a marito e moglie che siano influenzati uno dal Terzo Raggio e l’altra dal Settimo….Una scena che abbiamo vissuto tutti… Non avrete difficoltà ad immaginarvi i conflitti quotidiani in relazione ai propri differenti approcci allo spazio. Stessa cosa tra genitori e figli… La questione importante da comprendere è che nessuno può cambiare la propria natura, si può perfezionare l’espressione di un raggio, gestirla e utilizzarla al meglio, ma non estirparla. Il sistema educativo dovrà tenerne conto, prima o poi. Con la comprensione e un po’ di saggezza si potranno mettere le qualità di ciascuno a disposizione della famiglia: capacità di analizzare e risolvere i problemi, abilità nel pianificare, abilità nel maneggiare il denaro e fiuto per gli affari del terzo raggio, capacità organizzative, meticolosità, senso estetico del settimo raggio, solo per fare qualche esempio.

Vogliamo parlare dei contrasti che possono nascere tra due persone influenzate dal quarto raggio e dal quinto? Ammettiamo che si mettano insieme, per una grossa consonanza emotiva-affettiva. Avremo che lui, influenzato dal 5° raggio, sarà  molto logico e razionale, con zero sensibilità verso l’arte e il bello ( o meglio, verso quello che è considerato comunemente il bello e l’arte, mentre troverà belle cose che esprimeranno la perfezione scientifica, tecnologica… tipo una teoria della fisica quantistica, un’auto di F1, un aereo militare, un acceleratore di particelle, ecc.) , e darà importanza a tutto quel che è pragmatico, dimostrabile e logico. Tutto ciò che non lo è non è reale, per cui non può costituire un problema. Sarà molto forte nel sostenere le sue ragioni, convinto della sua logicità, ma anche grazie alla logica pronto a cambiare il suo pensiero se gli verranno mostrate delle lacune. Sarà molto stabile nei suoi umori e nelle sue prospettive di vita. Lei invece, influenzata dal 4° raggio, avrà un modo di pensare molto analogico, con una grande sensibilità verso il colore, l’arte, la musica, molto attenta alle sensazioni, alle impressioni,  pronta a prendere di giorno in giorno quel che le si presenta, salvo poi disperarsi della precarietà della sua vita… Avrà frequenti sbalzi d’umore, quando va a letto non sa di che umore si alzerà la mattina, e alla sera può avere un umore completamente diverso dal mattino. Può trasformare in tragedia un evento insignificante per tutti gli altri, e può sentirsi ferita per cose di cui gli altri nemmeno si accorgono. Ha un modo di ragionare e vivere le cose tutto suo, si vestirà sempre usando i colori complementari, con grande sfoggio di foulard colorati o cappelli o altri accessori.. sempre molto vistosi. In più, a meno che non sia molto evoluta e molto integrata, del tutto incapace di sostenere il conflitto, anzi appena percepisce la tensione del conflitto scappa a gambe levate… Beh, in una coppia siffatta le discussioni possono nascere per qualunque motivo… dalle tende di casa (che devono coprire il calorifero perché è brutto da vedersi, secondo lei… ma così non esce il calore… secondo lui..) alle finestre aperte d’estate (ma caspita abbiamo il condizionatore acceso…dice lui… ma io mi sento più fresca se sento la corrente d’aria…dice lei… ma la corrente d’aria che tu senti viene da fuori e quindi è a 37 gradi… ribatte lui…). Ma la stabilità di uno compenserà gli sbalzi dell’altra, e così per moltissimi elementi. Tenuti assieme da un laccio emozionale e sentimentale abbastanza forte, impareranno a conoscersi e a comprendere il raggio dell’altro, o meglio, come probabilmente diranno, il caratteraccio dell’altro… Lui potrà imparare ad andare oltre il pensiero logico, ad includere la sfera emozionale nella sua vita (perché molto spesso le persone influenzate dal 5° Raggio hanno un aspetto emotivo simile ad una prugnetta secca…) a dare importanza alle percezioni, alle sensazioni, ad entrare in contatto con l’arte, la bellezza, la musica, il teatro, l’immaginazione, ad essere spontaneo.  Lei grazie alla stabilità di lui imparerà ad essere più stabile, ad isolare un problema ed evitare di ingigantirlo spinta dalle emozioni, ad essere più distaccata e centrata, ad essere più lucida nelle difficoltà.

Per ultimo, vediamo il caso di due persone che siano influenzate dal 2° raggio (amore-saggezza) lei,  lui dal 6° raggio (idealismo e devozione).  La persona influenzata dal 2° raggio trova sempre qualcosa d’amare nell’altro, ed è spesso pronta a giustificare ogni difetto, ogni imperfezione, ogni comportamento (anche quando tutti gli altri si chiedono cosa ci trovi di bello “in quello lì”). Ama amare e ricevere amore. La persona influenzata dal 6° raggio vede nell’altro la proiezione del proprio ideale, non vede sempre l’altro per quello che è. Si costruisce una immagine tutta sua dell’altro, fino al momento in cui la sua illusione crolla. Lei quindi può essere spesso molto passiva, si adatta a tutto, pur di restare in compagnia con il proprio amato (ma proprio in virtù dell’amare l’amore, può cambiare compagno con facilità, e riprovare repentinamente gli stessi profondi sentimenti). Lui non si adatta facilmente a ciò che non rispecchia il suo  ideale, e farà di tutto per modificare lei e adattarla a ciò a cui aspira… difficilmente modificherà il proprio ideale o se stesso…Ma cosa succede dopo un litigio? Questo è interessante. Il 6° raggio è il raggio del devoto ma anche del guerriero, come abbiamo detto, e anche del fanatico. Può essere dolcissimo ma se è convinto di avere ragione, che il suo ideale è giusto, che lui ha fatto la cosa giusta, diventa un cubetto di ghiaccio emotivamente, e lei, amorevole e bisognosa di amore e coccole, dovrà aspettare che la bufera sia passata, dovrà chiedere scusa anche se non ha fatto nulla (ma non agli occhi di lui…), dovrà aspettare con pazienza che il cubetto si sciolga… ma il tutto avverrà con profonda sofferenza di lei, sofferenza che si accumulerà fino al giorno in cui scoppierà… Interessante notare la reazione emotiva a certi eventi: la persona influenzata dal secondo raggio (come anche dal quarto) si sente ferita…. La persona influenzata dal sesto raggio si sente offesa. E’ molto diverso. Ed è questo il bello dei raggi, perché se li conosci puoi comprendere le varie sfumature della vita, sfumature che si sovrappongono all’unicità di ogni essere umano. E anche nell’esempio appena fatto, le persone possono apprendere molto l’una dall’altra. La persona influenzata dal sesto Raggio può apprendere la capacità di includere, di amare le persone per quello che sono, e non solo gli ideali, di agire saggiamente perché gli ideali servono le persone, e non il contrario. Entrare in empatia con l’altro, sviluppare la sensibilità, la pazienza, la tolleranza, una visione più ampia delle cose, inclusiva di molti variegati aspetti. Tutte meravigliose caratteristiche del 2° Raggio. Ma anche la persona influenzata dal secondo raggio può imparare molto da quella influenzata dal sesto. Lo spirito di sacrificio, la tenacia, il coraggio e la combattività, la serietà, l’entusiasmo del sesto Raggio possono aiutare lei a superare la paura, l’ ipersensibilità, l’ attaccamento, la pigrizia e la ricerca di comodità, tutte distorsioni che molto spesso le persone influenzate dal secondo raggio manifestano.

Non sono gli opposti che si attraggono, ma i simili. L’attrazione è sempre per una similitudine, o di frequenza di coscienza o di raggio. Le differenze, gli opposti, sono la sfida. La sfida di conoscere l’altro, capirlo e com-prenderlo. Portare dentro di sé una nota, una vibrazione che non abbiamo, che non ci appartiene. L’errore più grande che si possa fare nello studio dei Raggi è usarli per incasellare le persone, usarne la conoscenza per costruirsi dei riferimenti che ci mantengono al sicuro, nelle nostre idee, nelle nostre vibrazioni, nelle nostre prigioni, isolati. Usiamo i raggi per conoscere meglio noi stessi e gli altri, per entrarci in sintonia e in comunicazione. La comprensione del mondo che ci circonda è una scoperta senza fine…

Conosci – possiedi – trasforma.

Aldo Storti