Un bilancio sulla situazione attuale per ripartire dalla Letteratura.

La cultura di un popolo è il punto di origine da cui emanano la politica e l’economia, conseguono la storia e (aggiungo) la spiritualità del medesimo.  Invertire i termini della questione è più che dannoso, diventa (come sta succedendo) distruttivo.

Se non ci mettiamo in testa la visione di un sistema educativo e di conoscenze altro rispetto a quanto si sono industriati di indurci a pensare non restano poi molte possibilità. Ed è inutile, oltre che depressivo, compiangerci per le disfunzioni e le corruzioni ed il degradare quotidiano ed inarrestabile della nostra stessa vita (non sopravvivenza).

I più colpevoli? Gli intellettuali. Ed uso il termine senza la vergogna per i tanti significati negativi che si sono attaccati a questa parola come la muffa sulla parete di una stanza poco areata e mai esposta al sole.

Adesso, però, non andiamocene troppo lontano. Non serve tornare con la mente ai Greci, ai Romani, ai Filosofi del Medioevo (arabi e cristiani, ma tutti europei) o agli Umanisti del Rinascimento, piuttosto che alle altezze (oggi così lontane e quasi incomprensibili) raggiunte dalla Letteratura tra il XIX ed il XX secolo (prima delle due guerre mondiali in cui l’Europa ha consumato il suo suicidio).

C’è stato un tempo vicinissimo, eppure, s’è detto, così distante, in cui hanno composto le loro opere  scrittori come Calvino, Sciascia, Pasolini e con le giuste differenze (queste le trovi chi vuole)  Arbasino, Parise, Morante.   Menziono solo alcuni tra coloro che, in quella generazione, sentivano ancora come impossibile (al di là delle professioni di fede esteriore e degli intenti estetici diversissimi) scindere il fare Letteratura dalla volontà di provare a disegnare un’idea di mondo migliore partendo dalla critica senza sconti a quello contemporaneo.

Questo prima che lo scrittore abdicasse al suo ruolo ed alla sua responsabilità e soccombesse al tritacarne del sedicente ed ipocrita libero mercato ed alla mediocrità (forma bizzarra di viltà condivisa) come valore non dichiarato (prima) e alla banalità arrogante dell’ignoranza che non tenta nemmeno di redimersi, ma si vanta di se stessa (poi).

Ma andiamo al modello educativo e all’energia (oggi oscura) di una dimensione altra per il pensiero.

Il nozionismo è stato (quasi) del tutto debellato. Questa sterile modalità di istruzione non ha trovato, però, la sperata alternativa in un più potente metodo. Anzi. La deficienza culturale della società contemporanea è divenuta (in una maniera sempre più imbarazzante) palese.  Non mancano studi sul fenomeno dell’analfabetismo di ritorno e su quello, più grave, dell’analfabetismo secondario.  Il sapere universale (almeno quello ufficiale) è finalmente (attraverso il web) disponibile ed accessibile per tutti.   Ma pochissimi sono quelli che si avvalgono di questa opportunità. E ancora meno quelli che, acquisite le conoscenze, sono in grado di processarle attraverso la ricerca delle somiglianze e delle analogie che le connettono, sebbene siano talvolta lontanissime le une dalle altre. Così, soltanto questi ultimi, scoprono che i saperi sono collegati tra loro, proprio come lo sono le galassie (sì, anche quelle neurali). Questo procedimento per “simpatia” pone in grado di trovare le cosiddette analogie strutturali e di poter, quindi, oggettivizzare la stessa struttura, ovvero la rete su cui poggiano le diverse cognizioni. Quanto l’attivazione ed il recupero di questi elaborati mentali sia funzionale all’estensione della potenzialità del cervello umano e all’uso di facoltà altrimenti atrofizzate, è ovvio.

Il nuovo sistema educativo potrebbe ripartire anche dalla Letteratura. Con che finalità? La riabilitazione del fondamentale strumento sostanziato nella memoria umana, il  potenziamento della funzione analogica della mente, la conquista di  insoliti (se confrontati con l’omologazione culturale odierna) elementi cognitivi, nonché l’aspetto ludico con cui combinare nel gioco magico-divinatorio quanto sopra evidenziato.

Come? Il sistema dovrebbe tenere preciso il conto dei limiti e delle specifiche attitudini del soggetto che ne deve beneficiare e non prescindere dal contesto nel quale il predetto soggetto dovrà mettere in atto l’abilità conseguita. Per ciò sono indispensabili:

1)    la corretta alchimia e la reinterpretazione e l’adattamento di discipline diverse quali: mnemotecnica, simbologia letteraria, filosofica e religiosa;

2)    la conoscenza dei meccanismi elementari che strutturano la pnl ed (arma questa tra le più potenti in dotazione alle forze nemiche dell’uomo libero) il neuromarketing.

Augusto Scano